(prima parte) (seconda parte) (terza parte)
Ciao Villapizzone
Il Pelanda era sbarcato da qualche giorno a Linate con un volo charter proveniente da Caracas. Si era trasferito in un paesino di fronte all’isola Margarita dove, dopo una lunga serie di disavventure imprenditoriali tra gelati e aspirapolveri, aveva cominciato a trafficare auto usate. Nel giro di qualche anno era riuscito ad avviare un fiorente commercio di Ford e Chevrolet che, non si sa come, faceva venire da Cuba. Insomma, non proprio un commendatore, ma era arrivato a comprarsi una casetta con tanto di veranda sul mare, nulla a che vedere con la stamberga presa in affitto dietro il benzinaio quand’era appena arrivato. E lì, alla fine, aveva deciso di piantar radici. Lontano anni luce dal campetto del Villapizzone.
Ciao Villapizzone
Il Pelanda era sbarcato da qualche giorno a Linate con un volo charter proveniente da Caracas. Si era trasferito in un paesino di fronte all’isola Margarita dove, dopo una lunga serie di disavventure imprenditoriali tra gelati e aspirapolveri, aveva cominciato a trafficare auto usate. Nel giro di qualche anno era riuscito ad avviare un fiorente commercio di Ford e Chevrolet che, non si sa come, faceva venire da Cuba. Insomma, non proprio un commendatore, ma era arrivato a comprarsi una casetta con tanto di veranda sul mare, nulla a che vedere con la stamberga presa in affitto dietro il benzinaio quand’era appena arrivato. E lì, alla fine, aveva deciso di piantar radici. Lontano anni luce dal campetto del Villapizzone.


